L'oscurità avvolgeva ogni cosa.
Il silenzio era talmente profondo da risultare opprimente.
Alea sentiva la propria testa scoppiare, un dolore acuto, estremamente forte, un dolore che non aveva mai provato prima.
Rannicchiata su se stessa, con le mani copriva le orecchie. Un fischio continuo e lancinante le torturava i timpani.
Improvvisamente il rumore di passi in lontananza ruppe quello strano silenzio.
Alzò lo sguardo ma non vide nessuno, solo un piccolo punto luminoso in lontananza. A fatica si rialzò ed iniziò a camminare verso la piccola luce.
Ad ogni passo, immagini di un passato lontano apparivano nella sua mente, troppo veloci per capire luoghi ed avvenimenti, ma ognuna era così familiare e vicina.
La luce si fece sempre più forte, così come il rumore dei passi, ed un'ombra apparve, indistinguibile all'inizio, ma via via più nitida.
Dopo gli ultimi passi, la luce scomparve, lasciando il posto a quella stanza di laboratorio già visto in passato.
Era diversa però, fredda, più buia. Alcune capsule erano rotte, altre spente e gli esseri al loro interno ormai defunti. Solo una rimaneva ancora attiva.
I passi si fecero ancora più vicini e l'istinto di Alea la portò a nascondersi dietro uno di quei macchinari.
"No, no, no! Non è ancora pronta! Come ve lo devo dire? Non riuscirà a sopportare un tale stress!". La voce femminile suonava familiare.
"Non abbiamo scelta, lo sai. Ci serve lei e ci serve adesso!". Rispose l'uomo.
Dalla sua posizione la Bekku non riusciva a vedere le due figure, eppure era sicura di aver già sentito la voce di quella donna.
"Così morirà!" Protestò fortemente.
"Non capisci? Se non lo facciamo ora moriremo tutti!" Gridò l'uomo.
Improvvisamente il suolo tremò, seguito dal boato di un'esplosione.
"Non c'è più tempo!" Disse, tornando a trafficare sulla capsula.
Alea si spostò in modo da poter vedere. Una lunga coda bianca fuoriusciva dal largo camice di uno dei due studiosi, impossibile però capire che aspetto avesse visto che entrambi le rivolgevano la schiena.
Un forte sbuffo d'aria e del vapore fuoriuscivano dalla capsula appena aperta. Lentamente ne uscì una figura apparentemente umana, la luce alle sue spalle permetteva di vederne solo la sagoma.
Una seconda esplosione, molto più violenta della prima, fece tremare nuovamente la terra. Alea perse l'equilibrio e cadde, tuttavia gli studiosi non parvero notarla minimamente.
"Presto! Dobbiamo andarcene prima che crolli tutto!" Disse l'uomo afferrando la donna per un braccio e trascinandola con se.
"E lei? Non vorrai lasciarla qui così!"
"Ormai è attiva, se la caverà da sola!"
"Non la lascerò qui!" La donna strattonò via il braccio, liberandosi dalla presa dell'uomo.
Una nuova esplozione fece crollare parte del soffitto, dividendo i due.
"Len! Stai bene?" Chiese l'uomo.
"S-sì, sto bene, non preoccuparti per me, uscirò da qui."
"Fa attenzione! Ci vediamo fuori!"
Passò qualche secondo poi la donna si rialzò da terra.
"Non la lascerò qui, non da sola." Disse e si diresse verso un altro di quesgli strani macchinari. Dopo qualche minuto entrò all'interno della capsula.
"Aspetta solo qualche minuto" disse rivolgendosi alla sagoma nella capsula di fianco.
"Tra poco sarò con te." La stessa luce verde che avvolgeva la figura coprì anche la studiosa, le due sagome erano identiche, ma lentamente quella della studiosa svanì, e al posto suo rimase solo un piccolo punto risplendente dei colori dell'arcobaleno e fluttuando lentamente raggiunse la donna.
Una nuova scossa fece crollare completamente il soffitto, seppellendo tutti i presenti sotto le macerie.
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sabato 24 gennaio 2015
sabato 17 gennaio 2015
Cronache di Leggende Perdute - XXV
"Al! Stai bene? Rispondimi!" Gridò Alea nella voragine, ma non ricevette alcuna risposta.
"Dannazione!"
Con la scarsa illuminazione nella costruzione non era possibile capire quanto fosse profondo il buco, alla Bekku non rimaneva altra opzione se non quella di buttarsi e sperare nel meglio.
Utilizzando la gemma per materializzare degli artigli da combattimento, Alea si lanciò nel vuoto, sfruttando le armi per scivolare lungo la parete della voragine.
La discesa fu lunga e più volte costrinse la Bekku a saltare di parete in parete.
Giunta sul fondo si guardò intorno, cercando la piccola che però non era in vista. Il tunnel tuttavia sembrava proseguire ed in lontananza era possibile scorgere una fioca luce azzurra.
Alea camminò lungo il corridoio facendo molta attenzione, il suono delle onde marine proveniva dall'uscita e mano a mano si faceva sempre più forte.
Dopo pochi minuti la Bekku raggiunse il capo opposto del corridoio, lo spettacolo che le si parò davanti era unico.
Un'enorme caverna cristallina si estendeva a perdita d'occhio, illuminata dal sole che filtrava attraverso la superficie del mare e che si rifletteva tra i numerosi prismi che adornavano le pareti.
Il suono delle onde proveniva direttamente dall'oceano e da quel soffitto di cristallo che lo sorreggeva.
Al era più avanti, vicina ad un piedistallo posto su una alta colonna nel mezzo della caverna. Raggiungerlo però sembrava impossibile, circondato dall'acqua salmastra e senza alcun lembo di terra che gli si avvicinasse.
"Cosa fai laggiù Al? Torniamo alle rovine, dobbiamo ancora trovare le informazioni che stiamo cercando!"
"Aspetta, ho trovato il frammento dell'arma ma non riesco a prenderlo, c'è una barriera."
Alea camminò in direzione del piedistallo per cercare di vedere meglio, fermandosi dove la strada terminava.
La terra iniziò improvvisamente a tremare, piano piano sempre più forte, ed una scalinata risalì da sotto l'acqua fino a raggiungere il piedistallo.
"E io che credevo di averle viste tutte..." Commentò la Bekku sbalordita, iniziando tuttavia a salire le scale.
Giunta in cima potè finalmente osservare la gemma da vicino.
Il piedistallo su cui fluttuava era circondato da una barriera completamente trasparente, che si mostrava solo quando toccata.
"Guarda!" Disse Al indicando il bordo del piedistallo.
I caratteri della lingua Ilbechin erano apparsi sul fregio del sostegno.
"Unisci ciò che i prismi dividono, solo così dissolverai la luce." Lesse Al ad alta voce.
"Criptico come al solito." Rispose Alea stringendosi nelle spalle ed iniziandosi a guardare intorno.
"Cosa stai cercando?" Chiese incuriosita la piccola.
"Qualcosa che risalti all'occhio, siamo in una caverna piena di cristalli, prismi di certo non ne mancano."
Entrambe si incamminarono più a fondo nella caverna, osservando ogni parete e cristallo nella speranza di comprendere qualcosa in più sull'indovinello.
Dopo averne fatto il giro completo, entrambe tornarono al piedistallo.
"Ah, non ce la faccio più, è tutto il giorno che cammino. Ed ho anche fame, che ore saranno?"
"Dall'altezza del sole direi mezzo giorno." Rispose Al indicando il soffitto trasparente.
Alea osservò in alto ammirando i giochi di luce creati dall'acqua.
"Aspetta! Ho capito!" Disse saltando in piedi e continuando a seguire i fasci luminosi con gli occhi.
"Da questa parte!" Camminò verso la parete fino a raggiungere un cristallo particolarmente grande.
"Proprio come sospettavo, osserva." Disse indicando il terreno.
Attraversando il cristallo, la luce del sole creava a terra un gioco di colori.
"Uhm... hai scoperto adesso che la luce viene divisa quando attraversa un prisma?"
"No, ma non era questo che volevo farti notare" Rispose Alea applicando forza sul cristallo.
"Questo pezzo di vetro ruota su se stesso a differenza degli altri." Continuò a ruotarlo facendogli cambiare posizione fin quando un fascio di luce verde non arrivò a colpire la barriera.
"Devono essercene degli altri così, forza, andiamo a cercarli."
Le due Bekku si divisero andando in direzioni opposte, in pochi minuti trovarono altri due cristalli e fasci di luce blu e rossi colpirono la barriera che si dissolse.
Entrambe tornarono al frammento che da solo si animò, andandosi a fondere con la gemma di risonanza.
"Bene, anche questa è fatta, ora dobbiamo solo..." Alea si interruppe bruscamente, fermata da un dolore lancinante al petto, proprio dove la gemma poggiava. Tentò invano di allontanare la pietra dal corpo ma le sue braccia erano intorpidite e non riusciva a muoverle. Al le corse vicino dicendo qualcosa ma la Bekku non riusciva a sentirla, poi, sopraffatta dal dolore si accasciò al suolo perdendo i sensi.
"Dannazione!"
Con la scarsa illuminazione nella costruzione non era possibile capire quanto fosse profondo il buco, alla Bekku non rimaneva altra opzione se non quella di buttarsi e sperare nel meglio.
Utilizzando la gemma per materializzare degli artigli da combattimento, Alea si lanciò nel vuoto, sfruttando le armi per scivolare lungo la parete della voragine.
La discesa fu lunga e più volte costrinse la Bekku a saltare di parete in parete.
Giunta sul fondo si guardò intorno, cercando la piccola che però non era in vista. Il tunnel tuttavia sembrava proseguire ed in lontananza era possibile scorgere una fioca luce azzurra.
Alea camminò lungo il corridoio facendo molta attenzione, il suono delle onde marine proveniva dall'uscita e mano a mano si faceva sempre più forte.
Dopo pochi minuti la Bekku raggiunse il capo opposto del corridoio, lo spettacolo che le si parò davanti era unico.
Un'enorme caverna cristallina si estendeva a perdita d'occhio, illuminata dal sole che filtrava attraverso la superficie del mare e che si rifletteva tra i numerosi prismi che adornavano le pareti.
Il suono delle onde proveniva direttamente dall'oceano e da quel soffitto di cristallo che lo sorreggeva.
Al era più avanti, vicina ad un piedistallo posto su una alta colonna nel mezzo della caverna. Raggiungerlo però sembrava impossibile, circondato dall'acqua salmastra e senza alcun lembo di terra che gli si avvicinasse.
"Cosa fai laggiù Al? Torniamo alle rovine, dobbiamo ancora trovare le informazioni che stiamo cercando!"
"Aspetta, ho trovato il frammento dell'arma ma non riesco a prenderlo, c'è una barriera."
Alea camminò in direzione del piedistallo per cercare di vedere meglio, fermandosi dove la strada terminava.
La terra iniziò improvvisamente a tremare, piano piano sempre più forte, ed una scalinata risalì da sotto l'acqua fino a raggiungere il piedistallo.
"E io che credevo di averle viste tutte..." Commentò la Bekku sbalordita, iniziando tuttavia a salire le scale.
Giunta in cima potè finalmente osservare la gemma da vicino.
Il piedistallo su cui fluttuava era circondato da una barriera completamente trasparente, che si mostrava solo quando toccata.
"Guarda!" Disse Al indicando il bordo del piedistallo.
I caratteri della lingua Ilbechin erano apparsi sul fregio del sostegno.
"Unisci ciò che i prismi dividono, solo così dissolverai la luce." Lesse Al ad alta voce.
"Criptico come al solito." Rispose Alea stringendosi nelle spalle ed iniziandosi a guardare intorno.
"Cosa stai cercando?" Chiese incuriosita la piccola.
"Qualcosa che risalti all'occhio, siamo in una caverna piena di cristalli, prismi di certo non ne mancano."
Entrambe si incamminarono più a fondo nella caverna, osservando ogni parete e cristallo nella speranza di comprendere qualcosa in più sull'indovinello.
Dopo averne fatto il giro completo, entrambe tornarono al piedistallo.
"Ah, non ce la faccio più, è tutto il giorno che cammino. Ed ho anche fame, che ore saranno?"
"Dall'altezza del sole direi mezzo giorno." Rispose Al indicando il soffitto trasparente.
Alea osservò in alto ammirando i giochi di luce creati dall'acqua.
"Aspetta! Ho capito!" Disse saltando in piedi e continuando a seguire i fasci luminosi con gli occhi.
"Da questa parte!" Camminò verso la parete fino a raggiungere un cristallo particolarmente grande.
"Proprio come sospettavo, osserva." Disse indicando il terreno.
Attraversando il cristallo, la luce del sole creava a terra un gioco di colori.
"Uhm... hai scoperto adesso che la luce viene divisa quando attraversa un prisma?"
"No, ma non era questo che volevo farti notare" Rispose Alea applicando forza sul cristallo.
"Questo pezzo di vetro ruota su se stesso a differenza degli altri." Continuò a ruotarlo facendogli cambiare posizione fin quando un fascio di luce verde non arrivò a colpire la barriera.
"Devono essercene degli altri così, forza, andiamo a cercarli."
Le due Bekku si divisero andando in direzioni opposte, in pochi minuti trovarono altri due cristalli e fasci di luce blu e rossi colpirono la barriera che si dissolse.
Entrambe tornarono al frammento che da solo si animò, andandosi a fondere con la gemma di risonanza.
"Bene, anche questa è fatta, ora dobbiamo solo..." Alea si interruppe bruscamente, fermata da un dolore lancinante al petto, proprio dove la gemma poggiava. Tentò invano di allontanare la pietra dal corpo ma le sue braccia erano intorpidite e non riusciva a muoverle. Al le corse vicino dicendo qualcosa ma la Bekku non riusciva a sentirla, poi, sopraffatta dal dolore si accasciò al suolo perdendo i sensi.
domenica 11 gennaio 2015
Cronache di Leggende Perdute - XXIV
"Jörmungandr... una bestia divina..." Pensò Alea ad alta voce, sdraiata sul letto della stanza degli ospiti, rimirando il soffitto.
"Chi mai potrebbe averlo risvegliato?" Chiese Al.
"Non ne ho idea, ma di certo non posso fermare da sola un essere così potente, non basterebbe un esercito intero."
Per diversi minuti Alea rimase pensierosa, cercando di trovare un modo per poter sconfiggere la bestia, ma senza alcun risultato.
"Beh, non ha senso scervellarcisi ora, comunque non si tratta di una cosa risolvibile alla svelta. Meglio dormirci su." Disse chiudendo gli occhi.
Il mattino seguente arrivò velocemente ed alle prime luci dell'alba la Bekku era già in piedi. Affacciata alla finestra scrutava il cielo, nuvole minacciose dall'orizzonte si avvicinavano lentamente.
"Chi mai potrebbe averlo risvegliato?" Chiese Al.
"Non ne ho idea, ma di certo non posso fermare da sola un essere così potente, non basterebbe un esercito intero."
Per diversi minuti Alea rimase pensierosa, cercando di trovare un modo per poter sconfiggere la bestia, ma senza alcun risultato.
"Beh, non ha senso scervellarcisi ora, comunque non si tratta di una cosa risolvibile alla svelta. Meglio dormirci su." Disse chiudendo gli occhi.
Il mattino seguente arrivò velocemente ed alle prime luci dell'alba la Bekku era già in piedi. Affacciata alla finestra scrutava il cielo, nuvole minacciose dall'orizzonte si avvicinavano lentamente.
Alea richiuse la finestra, cambiò abito e si diresse verso la porta.
"Dove stai andando?" Chiese Al.
"Siamo venute fin qui per un motivo no? Si va alle rovine di Ger'y Mor!"
"E per Jörmungandr? Cosa facciamo?"
"Secondo alcune leggende la città fu attaccata da quel mostro, magari possiamo trovare qualche informazione utile."
Senza perdere altro tempo, le due Bekku si incamminarono verso le porte della città. Mercanti e pescatori continuavano le loro vite quotidiane, del tutto ignari del pericolo che incombeva sulla loro tranquillità. Il risveglio della Bestia non era stato reso pubblico per evitare il diffondersi del panico.
In pochi minuti Alea raggiunse i verdi prati che si estendevano a perdita d'occhio, il vento che agitava dolcemente i fili d'erba trasportava con se l'aria salmastra ed il suo odore corroborante.
Stiracchiandosi, la Bekku si rivolse ad Al.
"Bene, la nostra destinazione non è molto lontana, ci basterà seguire la costa verso sud, in mezz'ora al massimo saremo alle rovine."
La piccola annuì e tornò all'interno della gemma.
Le rovine furono raggiunte in fretta e proprio come per Thi'Saiuaela, alcune guardie stazionavano al loro ingresso.
Alea raggiunse in fretta il posto di blocco e come da prassi mostrò la propria gemma per poter entrare. La lunga scalinata che scendeva nel sottosuolo era ancora in buono stato nonostante il passaggio dei secoli, e i cristalli sulle mura risplendevano ancora carichi di energia.
Giunta in fondo alla scalinata, Alea non poté fare a meno di notare la piazza centrale, con il suo cristallo che risplendeva illuminando a giorno tutto il sottosuolo. Sebbene fosse di dimensioni minori rispetto a quello visto a Thi'Saiuela, questo sembrava irradiare una luce calda e benevola.
"Mi aspettavo di trovare una città distrutta, questa sembra invece ancora abitabile." Disse tra se e se.
"Sento la gemma, è qui da qualche parte, ma l'energia del cristallo fa da schermo. Non riesco a capire esattamente dove si trova." Disse Al.
"Non ci resta altro che cercare in giro allora."
Il silenzio profondo rendeva il posto surreale, specialmente visto il buono stato degli edifici. Le botteghe erano completamente vuote, tutte le casse erano state scoperchiate ormai da tempo e nulla di utile sembrava essere rimasto in vista, le case ed i palazzi abbandonati erano come scheletri nel deserto, completamente spogli e privati di ogni cosa.
"Ci stiamo avvicinando." Disse improvvisamente Al, uscendo dalla gemma e camminando in direzione di una piccola palazzina che sembrava non aver preso bene il passare degli anni.
"Fa attenzione, mi sembra pericolante"
L'interno del palazzo era spoglio, come tutti gli altri, sebbene rimanevano in piedi ancora alcuni scaffali sui quali erano riposti dei libri consunti ed ormai illegibili.
"Chissà se tra questi libri ce ne fosse qualcuno con informazioni su Jörmungandr." Chiese Alea.
"Dubito lo scopriremo mai." Rispose Al fermandosi improvvisamente.
"Aspetta, fa silenzio." Disse, e protese le orecchie in avanti.
Uno strano suono metallico proveniva dalla parete opposta della stanza, Al fece qualche passo in quella direzione per senitre meglio, fino a raggiungere il muro.
"Ho già sentito questo rumore..." Non fece tuttavia in tempo a finire la frase.
Una voragine si aprì nel pavimento, facendo cadere la piccola Bekku nel buio più profondo.
sabato 13 dicembre 2014
Cronache di Leggende Perdute - XXIII
Il lungo corridoio che attraversava il palazzo terminava su una scalinata che seguiva il perimetro circolare per tutti i quattro piani.
Una volta in cima le guardie si fermarono davanti alla porta decorata con finiture in oro.
La porta fu aperta e la luce che ne uscì quasi abbagliò Alea.
L'enorme lampadario al centro del soffitto era formato da cristalli, i quali emanavano un'intensa luce. La sala riunioni era grande e spaziosa, al suo centro sedeva un enorme tavolo rettangolare al quale potevano accomodarsi senza problemi anche una trentina di persone.
Dal lato opposto della stanza, ad attendere la Bekku, vi era il volto apparentemente sempre imbronciato di Echter Baselard.
"Credevo che fosse l'Ammiraglio a volermi incontrare." Disse Alea osservando l'uomo.
"Ed infatti è così!" Rispose una voce alquanto gioviale che sembrava provenire dalla sedia al capo opposto del tavolo.
La sedia roteò lentamente su se stessa, consentendo finalmente ad Alea di vedere il viso dell'Ammiraglio.
Il volto dai lineamenti delicati contrastava di netto con l'austera divisa militare in grigio, nero ed argento che indossava. Sebbene non riuscisse a nascondere le procaci forme, l'abbinamento di colori e lo stile della divisa risucivano a mascherarle egregiamente, almeno dalla distanza.
La donna si alzò ed inchinandosi rimosse il tricorno che le adornava il capo, mostrando le lunghe orecchie e la coda felina.
"Ammiraglio Lailah Mlodyn. È un piacere conoscerti."
Alea rimase per qualche momento senza parole, mai si sarebbe aspettata che un alto ufficiale potesse essere una Bekku come lei. Di solito i membri della sua stessa razza tendono a tenersi in disparte e difficilmente si fanno coinvolgere in affari di stato, preferendo una vita più calma e rilassata. Non che lei stessa non fosse un caso eccezionale.
"Ammiraglio, le vorrei ricordare la grave accusa che pende sulla testa di questa Avventuriera!" Disse adirato Echter.
"Oh suvvia! Non mi sembra una cattiva persona. E poi devo forse ricordarti chi è che comanda qui dentro?"
L'uomo non osò replicare e si limitò ad emettere un grugnito di dissenso.
"Bene!" Continuò Lailah sorridendo.
Posò il tricorno sul tavolo e si diresse velocemente verso Alea, osservandola da vicino ed annusandola.
"Hmm... hai un odore particolare, diverso. Una persona col tuo profumo non potrebbe mai essere cattiva." E sorridendo nuovamente abbracciò la Bekku.
Alea rimase titubante per un momento non sapendo come comportarsi, e con gli occhi si guardava intorno confusa finché non incrociò lo sguardo di Echter, vistosamente infuriato.
"AMMIRAGLIO!" Urlò l'uomo, e Lailah lasciò Alea.
"Giusto, giusto, mi sono fatta prendere la mano!" Rispose cacciando fuori la lingua in una smorfia.
"Prego, siediti, abbiamo alcune cose da discutere."
Alea non se lo fece ripetere due volte e subito si sedette. L'ammiraglio prese posto proprio di fianco a lei.
"I maghi dell'osservatorio hanno rilevato una oscillazione anomala nel flusso di etere che collega Malkia'wa a Kadala Nadara." Disse con espressione seria.
"Secondo loro è stata usata una potente magia proibita, e l'epicentro risulta essere la zona in cui la tua carovana è stata attaccata."
Alea non parlò, ma si limitò ad ascoltare.
"Un incantesimo di tale potenza difficilmente può essere lanciato da una sola persona, spesso servono più incantatori, e comunque difficilmente se ne esce vivi."
"Quindi adesso volete fermare questa minaccia?"
"Teoricamente per l'uso di magie proibite c'è la pena di morte. Tuttavia..."
"Tuttavia?"
"Ci risulta che la persona colpevole abbia in realtà salvato le vite di decine di uomini, protetto un carico importantissimo per la nostra città e al tempo stesso sconfitto la grave minaccia posta da Periya Palli. Quindi per questa volta chiuderemo un occhio."
Alea non si scompose.
"E sono sicura ci siano delle altre motivazioni, non mi avrete convocato qui solo per dirmi che non ci saranno ripercussioni, vero?"
"In effetti ci sarebbe altro. Ci serve il tuo aiuto. Solo una persona con le tue capacità può salvarci."
"Oh, bene, mi sembrava troppo facile. Cosa devo fare quindi?"
"Jörmungandr è risorto!"
Una volta in cima le guardie si fermarono davanti alla porta decorata con finiture in oro.
La porta fu aperta e la luce che ne uscì quasi abbagliò Alea.
L'enorme lampadario al centro del soffitto era formato da cristalli, i quali emanavano un'intensa luce. La sala riunioni era grande e spaziosa, al suo centro sedeva un enorme tavolo rettangolare al quale potevano accomodarsi senza problemi anche una trentina di persone.
Dal lato opposto della stanza, ad attendere la Bekku, vi era il volto apparentemente sempre imbronciato di Echter Baselard.
"Credevo che fosse l'Ammiraglio a volermi incontrare." Disse Alea osservando l'uomo.
"Ed infatti è così!" Rispose una voce alquanto gioviale che sembrava provenire dalla sedia al capo opposto del tavolo.
La sedia roteò lentamente su se stessa, consentendo finalmente ad Alea di vedere il viso dell'Ammiraglio.
Il volto dai lineamenti delicati contrastava di netto con l'austera divisa militare in grigio, nero ed argento che indossava. Sebbene non riuscisse a nascondere le procaci forme, l'abbinamento di colori e lo stile della divisa risucivano a mascherarle egregiamente, almeno dalla distanza.
La donna si alzò ed inchinandosi rimosse il tricorno che le adornava il capo, mostrando le lunghe orecchie e la coda felina.
"Ammiraglio Lailah Mlodyn. È un piacere conoscerti."
Alea rimase per qualche momento senza parole, mai si sarebbe aspettata che un alto ufficiale potesse essere una Bekku come lei. Di solito i membri della sua stessa razza tendono a tenersi in disparte e difficilmente si fanno coinvolgere in affari di stato, preferendo una vita più calma e rilassata. Non che lei stessa non fosse un caso eccezionale.
"Ammiraglio, le vorrei ricordare la grave accusa che pende sulla testa di questa Avventuriera!" Disse adirato Echter.
"Oh suvvia! Non mi sembra una cattiva persona. E poi devo forse ricordarti chi è che comanda qui dentro?"
L'uomo non osò replicare e si limitò ad emettere un grugnito di dissenso.
"Bene!" Continuò Lailah sorridendo.
Posò il tricorno sul tavolo e si diresse velocemente verso Alea, osservandola da vicino ed annusandola.
"Hmm... hai un odore particolare, diverso. Una persona col tuo profumo non potrebbe mai essere cattiva." E sorridendo nuovamente abbracciò la Bekku.
Alea rimase titubante per un momento non sapendo come comportarsi, e con gli occhi si guardava intorno confusa finché non incrociò lo sguardo di Echter, vistosamente infuriato.
"AMMIRAGLIO!" Urlò l'uomo, e Lailah lasciò Alea.
"Giusto, giusto, mi sono fatta prendere la mano!" Rispose cacciando fuori la lingua in una smorfia.
"Prego, siediti, abbiamo alcune cose da discutere."
Alea non se lo fece ripetere due volte e subito si sedette. L'ammiraglio prese posto proprio di fianco a lei.
"I maghi dell'osservatorio hanno rilevato una oscillazione anomala nel flusso di etere che collega Malkia'wa a Kadala Nadara." Disse con espressione seria.
"Secondo loro è stata usata una potente magia proibita, e l'epicentro risulta essere la zona in cui la tua carovana è stata attaccata."
Alea non parlò, ma si limitò ad ascoltare.
"Un incantesimo di tale potenza difficilmente può essere lanciato da una sola persona, spesso servono più incantatori, e comunque difficilmente se ne esce vivi."
"Quindi adesso volete fermare questa minaccia?"
"Teoricamente per l'uso di magie proibite c'è la pena di morte. Tuttavia..."
"Tuttavia?"
"Ci risulta che la persona colpevole abbia in realtà salvato le vite di decine di uomini, protetto un carico importantissimo per la nostra città e al tempo stesso sconfitto la grave minaccia posta da Periya Palli. Quindi per questa volta chiuderemo un occhio."
Alea non si scompose.
"E sono sicura ci siano delle altre motivazioni, non mi avrete convocato qui solo per dirmi che non ci saranno ripercussioni, vero?"
"In effetti ci sarebbe altro. Ci serve il tuo aiuto. Solo una persona con le tue capacità può salvarci."
"Oh, bene, mi sembrava troppo facile. Cosa devo fare quindi?"
"Jörmungandr è risorto!"
sabato 6 dicembre 2014
Cronache di Leggende Perdute - XXII
Il rumore dei soldati in marcia ed il chiacchiericcio destarono Alea dal suo sonno.
"Ungh! Che mal di testa atroce!"
La Bekku scostò i pesanti tendoni del carro per osservare all'esterno. La luce del sole al tramonto le colpì gli occhi, costringendola a pararsi con un braccio.
Appena abituata alla luminosità osservò attentamente il paesaggio. Il canyon era ormai lontano all'orizzonte, ed il deserto aveva lasciato il posto ad una verdeggiante pianura.
"Oh! Guardate un po' chi è tornata fra noi!" Il vocione di Yarost' era inconfondibile.
Urla di gioia, fischi ed applausi si levarono dal gruppo di mercenari.
"Ci hai fatto prendere un bello spavento. Al termine della battaglia ti abbiamo trovata a terra priva di sensi." Spiegò lo Sthula.
"Hai dormito per ben tre giorni, pensavamo non ti saresti più svegliata."
Il cuoco della carovana portò un lauto pasto che la Bekku divorò in poco tempo.
"L'appetito non le manca! Starà bene in fretta!" Disse l'uomo scoppiando in una fragorosa risata.
"Cosa è successo dopo la battaglia?" Chiese Alea.
"Abbiamo viaggiato tranquilli. Voci della sconfitta di Periya devono essere giunte agli altri clan, che hanno ben pensato di tenersi alla larga da noi." Rispose Yarost'.
"Non avrei mai pensato che esistessero degli avventurieri così forti, mi devo ricredere sul loro conto." Aggiunse annuendo col capo.
Alea sorrise e tornò a guardare il panorama.
"Manca poco ormai per Kadala Nadara, dovremmo arrivarci per domani, vero?"
"Sì, non dovremmo più incontrare ostacoli di alcun tipo. L'area in cui ci troviamo è sotto il controllo della Guardia."
Il resto del viaggio proseguì senza alcun intoppo, e lungo il tragitto si fu solo qualche sporadico incontro con la fauna locale.
L'alba arrivò in fretta e all'orizzonte era possibile scorgere il vasto oceano e Kadala Nadara, la città galleggiante.
Bastarono poche ore per giungere al lungo ponte che forniva da punto di accesso terrestre per la città sul mare. Il luogo pululava di mercanti e pescatori, piccole barche ed enormi pescherecci affollavano le acque, tutti intenti a lavorare e a portare a casa le ricchezze del mare.
Al uscì dalla gemma ed iniziò a correre per la spiaggia.
"Erano secoli che non vedevo il mare!" disse divertita.
"Secoli?" Chiese Yarost'.
"Oh, non farci caso, ogni tanto dice cose strane" Rispose Alea cambiando discorso.
La carovana percorse il lungo ponte che terminava ai cancelli della città.
Diversi membri armati della guardia ed un uomo in una pesantissima ma elegante armatura da cerimonia erano lì ad attendere il gruppo.
"Ben arrivati a Kadala Nadara, vi aspettavamo con ansia." Disse l'uomo, visibilmente alterato.
"Oh, saluti a te, Echter. Non mi aspettavo di ricevere il benvenuto dalla Guardia privata dell'Ammiraglio." Rispose lo Sthula con tono di sfida.
"Non sono qui per te ed il tuo gruppo di buoni a nulla, consegnate il vostro carico e sparite dalla mia vista!" Rispose adirato l'uomo.
"E per quale motivo ti saresti scomodato se non per infastidire me ed i miei uomini?"
"Sono qui per lei." Disse puntando il dito verso Alea.
"Per me?" Chiese la Bekku con aria sorpresa. "Cosa potrebbe volere un ufficiale da una semplice avventuriera?"
"Sono io che faccio le domande qui. Seguimi, l'Ammiraglio in persona vuole parlarti." Echter si voltò senza aggiungere altro e si incamminò verso l'interno della città.
Le guardie circondarono Alea, scortandola al seguito del loro superiore.
Il gruppo attraversò la città passando per la via principale, uomini e donne lasciarono il passo al capo della guardia e la scorta, fermandosi a guardare incuriositi. Non capitava tutti i giorni di assistere ad una scena simile.
Giunti di fronte al grande palazzo amministrativo, sito al centro preciso della cittadina, le guardie si fermarono.
"Non è bene che tu ti presenta all'Ammiraglio vestita con quegli stracci. Una volta al'interno del palazzo vedi di cambiarti e darti una lavata!"
"Diamine, ho viaggiato per oltre una settimana e combattuto contro orde di mostri, ti aspettavi che arrivassi profumata e fresca come una rosa?" Rispose seccata Alea.
"Attenta a come parli, Bekku. Mi ci vuole ben poco a farti chiudere in prigione e far buttare via la chiave della cella!" Rispose Echter prima di andarsene.
"Scommetto che non ha molti amici eh?" Chiese Alea ad una delle guardie che la scortavano, che si limitò tuttavia a portarla fino ad una stanza per gli ospiti del palazzo.
La camera era lussuosa e piena di tutti i comfort possibili. L'enorme letto a baldacchino era in ordine perfetto, il prestigioso armadio pieno di vestiti degni di una regina, la specchiera splendente e con i trucchi in bella mostra, uno scrittoio pronto con diversi tipi di carta da lettera e buste. La porta sul lato della stanza dava su un enorme bagno, la cui vasca era talmente grande da poter comodamente ospitare anche quattro persone.
"O beh, sarebbe scortese non approfittare di tanta cortesia." E senza perdere altro tempo, Alea tolse di dosso le vesti impolverate e si immerse nella calda acqua della vasca.
Il tepore sciolse i suoi muscoli, permettendole finalmente di rilassarsi.
"Ah, non ricordo l'ultima volta che ho fatto un bagno come si deve." Spese una buona mezz'ora in ammollo nella calda acqua, dopodiché si decise ad uscirne, arrivando di fronte all'armadio.
"Saranno anche vestiti di buona qualità, ma sono un po' troppo pomposi per i miei gusti."
Decise quindi di optare per un aspetto più sobrio ed adatto ad un incontro con le alte cariche militari, la sua armatura da cerimonia sarebbe andata benissimo.
Dopo essersi cambiata d'abito, uscì dalla stanza dove le guardie la aspettavano e si fece scortare fino al salone delle riunioni dove l'Ammiraglio la attendeva.
"Ungh! Che mal di testa atroce!"
La Bekku scostò i pesanti tendoni del carro per osservare all'esterno. La luce del sole al tramonto le colpì gli occhi, costringendola a pararsi con un braccio.
Appena abituata alla luminosità osservò attentamente il paesaggio. Il canyon era ormai lontano all'orizzonte, ed il deserto aveva lasciato il posto ad una verdeggiante pianura.
"Oh! Guardate un po' chi è tornata fra noi!" Il vocione di Yarost' era inconfondibile.
Urla di gioia, fischi ed applausi si levarono dal gruppo di mercenari.
"Ci hai fatto prendere un bello spavento. Al termine della battaglia ti abbiamo trovata a terra priva di sensi." Spiegò lo Sthula.
"Hai dormito per ben tre giorni, pensavamo non ti saresti più svegliata."
Il cuoco della carovana portò un lauto pasto che la Bekku divorò in poco tempo.
"L'appetito non le manca! Starà bene in fretta!" Disse l'uomo scoppiando in una fragorosa risata.
"Cosa è successo dopo la battaglia?" Chiese Alea.
"Abbiamo viaggiato tranquilli. Voci della sconfitta di Periya devono essere giunte agli altri clan, che hanno ben pensato di tenersi alla larga da noi." Rispose Yarost'.
"Non avrei mai pensato che esistessero degli avventurieri così forti, mi devo ricredere sul loro conto." Aggiunse annuendo col capo.
Alea sorrise e tornò a guardare il panorama.
"Manca poco ormai per Kadala Nadara, dovremmo arrivarci per domani, vero?"
"Sì, non dovremmo più incontrare ostacoli di alcun tipo. L'area in cui ci troviamo è sotto il controllo della Guardia."
Il resto del viaggio proseguì senza alcun intoppo, e lungo il tragitto si fu solo qualche sporadico incontro con la fauna locale.
L'alba arrivò in fretta e all'orizzonte era possibile scorgere il vasto oceano e Kadala Nadara, la città galleggiante.
Bastarono poche ore per giungere al lungo ponte che forniva da punto di accesso terrestre per la città sul mare. Il luogo pululava di mercanti e pescatori, piccole barche ed enormi pescherecci affollavano le acque, tutti intenti a lavorare e a portare a casa le ricchezze del mare.
Al uscì dalla gemma ed iniziò a correre per la spiaggia.
"Erano secoli che non vedevo il mare!" disse divertita.
"Secoli?" Chiese Yarost'.
"Oh, non farci caso, ogni tanto dice cose strane" Rispose Alea cambiando discorso.
La carovana percorse il lungo ponte che terminava ai cancelli della città.
Diversi membri armati della guardia ed un uomo in una pesantissima ma elegante armatura da cerimonia erano lì ad attendere il gruppo.
"Ben arrivati a Kadala Nadara, vi aspettavamo con ansia." Disse l'uomo, visibilmente alterato.
"Oh, saluti a te, Echter. Non mi aspettavo di ricevere il benvenuto dalla Guardia privata dell'Ammiraglio." Rispose lo Sthula con tono di sfida.
"Non sono qui per te ed il tuo gruppo di buoni a nulla, consegnate il vostro carico e sparite dalla mia vista!" Rispose adirato l'uomo.
"E per quale motivo ti saresti scomodato se non per infastidire me ed i miei uomini?"
"Sono qui per lei." Disse puntando il dito verso Alea.
"Per me?" Chiese la Bekku con aria sorpresa. "Cosa potrebbe volere un ufficiale da una semplice avventuriera?"
"Sono io che faccio le domande qui. Seguimi, l'Ammiraglio in persona vuole parlarti." Echter si voltò senza aggiungere altro e si incamminò verso l'interno della città.
Le guardie circondarono Alea, scortandola al seguito del loro superiore.
Il gruppo attraversò la città passando per la via principale, uomini e donne lasciarono il passo al capo della guardia e la scorta, fermandosi a guardare incuriositi. Non capitava tutti i giorni di assistere ad una scena simile.
Giunti di fronte al grande palazzo amministrativo, sito al centro preciso della cittadina, le guardie si fermarono.
"Non è bene che tu ti presenta all'Ammiraglio vestita con quegli stracci. Una volta al'interno del palazzo vedi di cambiarti e darti una lavata!"
"Diamine, ho viaggiato per oltre una settimana e combattuto contro orde di mostri, ti aspettavi che arrivassi profumata e fresca come una rosa?" Rispose seccata Alea.
"Attenta a come parli, Bekku. Mi ci vuole ben poco a farti chiudere in prigione e far buttare via la chiave della cella!" Rispose Echter prima di andarsene.
"Scommetto che non ha molti amici eh?" Chiese Alea ad una delle guardie che la scortavano, che si limitò tuttavia a portarla fino ad una stanza per gli ospiti del palazzo.
La camera era lussuosa e piena di tutti i comfort possibili. L'enorme letto a baldacchino era in ordine perfetto, il prestigioso armadio pieno di vestiti degni di una regina, la specchiera splendente e con i trucchi in bella mostra, uno scrittoio pronto con diversi tipi di carta da lettera e buste. La porta sul lato della stanza dava su un enorme bagno, la cui vasca era talmente grande da poter comodamente ospitare anche quattro persone.
"O beh, sarebbe scortese non approfittare di tanta cortesia." E senza perdere altro tempo, Alea tolse di dosso le vesti impolverate e si immerse nella calda acqua della vasca.
Il tepore sciolse i suoi muscoli, permettendole finalmente di rilassarsi.
"Ah, non ricordo l'ultima volta che ho fatto un bagno come si deve." Spese una buona mezz'ora in ammollo nella calda acqua, dopodiché si decise ad uscirne, arrivando di fronte all'armadio.
"Saranno anche vestiti di buona qualità, ma sono un po' troppo pomposi per i miei gusti."
Decise quindi di optare per un aspetto più sobrio ed adatto ad un incontro con le alte cariche militari, la sua armatura da cerimonia sarebbe andata benissimo.
Dopo essersi cambiata d'abito, uscì dalla stanza dove le guardie la aspettavano e si fece scortare fino al salone delle riunioni dove l'Ammiraglio la attendeva.
domenica 23 novembre 2014
Cronache di Leggende Perdute - XXI
L'aria si fece pesante, satura di etere divenne difficile da respirare.
I due incantesimi si scontrarono e l'onda d'urto spazzò via polveri e detriti per decine di metri nell'area. L'attrito tra le due forze che spingevano l'una contro l'altra causò una pioggia di scintille e scariche elettriche.
Lo sforzo per il mantenimento della magia era ben visibile sul volto di Alea, rigato dal sudore.
Periya invece sembrava non averne risentito affatto.
"Ti vedo stanca Gattina, eppure dopo tutte quelle parole mi sarei aspettato di più!"
Il Pallikal rilasciò quindi maggiore energia, ed il drago di fuoco iniziò a spingere più forte contro la sfera, facendola indietreggiare lentamente.
Alea non batté ciglio, rimanendo immobile nel punto in cui si trovava.
"Finiamola con questa perdita di tempo, non puoi nulla contro un Dio!"
E sfruttando tutta l'energia rimasta Periya impresse ancora maggiore forza al drago.
Un ghigno soddisfatto apparve sul volto della Bekku.
"Ben fatto!" Disse, senza aggiungere nulla.
Sollevando la sua staffa in direzione della sfera e roteandola in senso antiorario due volte, ne sbatté il calcio al suolo.
I simboli magici precedentemente impressi, iniziarono ad illuminarsi, moltiplicandosi a vista d'occhio, fino a coprire un'area circolare di una decina di metri di raggio.
Il Pallikal si guardò intorno, cercando di capire cosa stesse accadendo. Ritornò tuttavia a concentrarsi sulla sua magia.
"Credi forse di riuscire a distrarmi con un paio di lucette? Ci vuole ben altro per farmi perdere l'incantesimo!"
Alea non rispose, ma assunse una posa più rilassata, il rituale era completo e non necessitava più della sua energia.
Nel mentre il drago di fuoco continuava la sua avanzata, spingendo la sfera sopra la testa della Bekku, nel punto centrale dell'area, e proprio quando sembrava fosse ormai la fine, fasci di luce viola si alzarono da ogni glifo.
La sfera cominciò a contorcersi e a roteare, mutando la sua forma fino a diventare ovale. Un'enorme bocca demoniaca apparve sulla superficie, ed una densa nebbia violacea iniziò a fuoriuscirne. I fasci di luce si tramutarono in catene di energia che legarono e bloccarono l'enorme bestia di fuoco ed il Pallikal.
"Cosa... che sta succedendo?" Chiese gridando Periya in preda al panico.
"Sodras, guardiano, il cielo fai offuscare
Apri il portale, che fa ad Ures approdare,
con catene di luce il moto proibisci
del mio nemico la libertà abolisci,
quando le fauci di tenebra vai a spalancare,
la violacea nebbia il corpo fa ansare,
senza via di ritorno l'anima digerisci,
nella terra eterna il destino bandisci."
"Impossibile! Quella è... è solo una leggenda!" Il Pallikal si dimenava nel tentativo di liberarsi dalle catene, ma senza alcun successo.
Improvvisamente la nebbia smise di fuoriuscire dalla bocca, rimanendo confinata nell'area delimitata dalle rune. Le fauci si aprirono ancora di più ed un portale apparve al loro interno. Con forza inaudita iniziarono a risucchiare ogni cosa.
Il drago fu assorbito in un turbinio di vento e fiamme, mentre Periya tentò disperatamente di aggrapparsi al suolo, ma i suoi sforzi furono vani ed infine anche lui venne trascinato via, sparendo in quel buco verso un'altra dimensione dalla quale non avrebbe più fatto ritorno.
Quando tutta la nebbia fu finalmente inghiottita, le fauci si richiusero e la sfera collassò su se stessa, svanendo nel nulla.
Alea era rimasta sola nell'ampio spazio, nel più totale silenzio. Passarono pochi secondi e stremata si accasciò al suolo.
"Questa è la prima ed ultima volta che evoco un semidio..." disse ad alta voce sorridendo, prima di perdere i sensi.
I due incantesimi si scontrarono e l'onda d'urto spazzò via polveri e detriti per decine di metri nell'area. L'attrito tra le due forze che spingevano l'una contro l'altra causò una pioggia di scintille e scariche elettriche.
Lo sforzo per il mantenimento della magia era ben visibile sul volto di Alea, rigato dal sudore.
Periya invece sembrava non averne risentito affatto.
"Ti vedo stanca Gattina, eppure dopo tutte quelle parole mi sarei aspettato di più!"
Il Pallikal rilasciò quindi maggiore energia, ed il drago di fuoco iniziò a spingere più forte contro la sfera, facendola indietreggiare lentamente.
Alea non batté ciglio, rimanendo immobile nel punto in cui si trovava.
"Finiamola con questa perdita di tempo, non puoi nulla contro un Dio!"
E sfruttando tutta l'energia rimasta Periya impresse ancora maggiore forza al drago.
Un ghigno soddisfatto apparve sul volto della Bekku.
"Ben fatto!" Disse, senza aggiungere nulla.
Sollevando la sua staffa in direzione della sfera e roteandola in senso antiorario due volte, ne sbatté il calcio al suolo.
I simboli magici precedentemente impressi, iniziarono ad illuminarsi, moltiplicandosi a vista d'occhio, fino a coprire un'area circolare di una decina di metri di raggio.
Il Pallikal si guardò intorno, cercando di capire cosa stesse accadendo. Ritornò tuttavia a concentrarsi sulla sua magia.
"Credi forse di riuscire a distrarmi con un paio di lucette? Ci vuole ben altro per farmi perdere l'incantesimo!"
Alea non rispose, ma assunse una posa più rilassata, il rituale era completo e non necessitava più della sua energia.
Nel mentre il drago di fuoco continuava la sua avanzata, spingendo la sfera sopra la testa della Bekku, nel punto centrale dell'area, e proprio quando sembrava fosse ormai la fine, fasci di luce viola si alzarono da ogni glifo.
La sfera cominciò a contorcersi e a roteare, mutando la sua forma fino a diventare ovale. Un'enorme bocca demoniaca apparve sulla superficie, ed una densa nebbia violacea iniziò a fuoriuscirne. I fasci di luce si tramutarono in catene di energia che legarono e bloccarono l'enorme bestia di fuoco ed il Pallikal.
"Cosa... che sta succedendo?" Chiese gridando Periya in preda al panico.
"Sodras, guardiano, il cielo fai offuscare
Apri il portale, che fa ad Ures approdare,
con catene di luce il moto proibisci
del mio nemico la libertà abolisci,
quando le fauci di tenebra vai a spalancare,
la violacea nebbia il corpo fa ansare,
senza via di ritorno l'anima digerisci,
nella terra eterna il destino bandisci."
"Impossibile! Quella è... è solo una leggenda!" Il Pallikal si dimenava nel tentativo di liberarsi dalle catene, ma senza alcun successo.
Improvvisamente la nebbia smise di fuoriuscire dalla bocca, rimanendo confinata nell'area delimitata dalle rune. Le fauci si aprirono ancora di più ed un portale apparve al loro interno. Con forza inaudita iniziarono a risucchiare ogni cosa.
Il drago fu assorbito in un turbinio di vento e fiamme, mentre Periya tentò disperatamente di aggrapparsi al suolo, ma i suoi sforzi furono vani ed infine anche lui venne trascinato via, sparendo in quel buco verso un'altra dimensione dalla quale non avrebbe più fatto ritorno.
Quando tutta la nebbia fu finalmente inghiottita, le fauci si richiusero e la sfera collassò su se stessa, svanendo nel nulla.
Alea era rimasta sola nell'ampio spazio, nel più totale silenzio. Passarono pochi secondi e stremata si accasciò al suolo.
"Questa è la prima ed ultima volta che evoco un semidio..." disse ad alta voce sorridendo, prima di perdere i sensi.
sabato 15 novembre 2014
Cronache di Leggende Perdute - XX
Le grida e il rumore delle armi che cozzano contro scudi ed armature dominavano il campo di battaglia.
Sebbene si combattesse ormai su un solo fronte, i mercenari si trovavano in forte inferiorità numerica, rendendo difficile anche solo non perdere terreno.
"Sono in troppi! Non riusciamo più a respingerli!" Gridò uno dei combattenti.
Una nuova improvvisa carica dei Pallikal sbaragliò gli ultimi scudi che reggevano la linea.
"Non così in fretta!"
Con un potente colpo d'ascia, Yarost' rispedì indietro gli assalitori.
"Forza! Riorganizzatevi e riformate la linea! Questi li terrò occupati io." Disse ritornando minacciosamente in posa da combattimento.
Alcuni Pallikal indietreggiarono intimoriti dal possente Sthula, ma furono ben presto colpiti da sfere infuocate pioventi dal cielo come piccoli meteoriti.
"Ai codardi non è concesso di vivere!" Tuonò una voce roca ed i rimanenti uomini lucertola si scostarono per fare spazio.
L'enorme Pallikal si fece avanti, la sua imponente figura incuteva timore persino ai suoi simili. Il corpo coperto di vecchie cicatrici e bruciature era la prova delle innumerevoli battaglie combattute per salire al potere nel suo clan, ed ogni ferita era un trofeo.
"Tu che profani le nostre sacre terre. Tu che calpesti il suolo dei nostri avi, come osi ribellarti al giudizio del Fuoco?" Urlò Periya guardando Yarost' dall'alto verso il basso.
"Hah! Falla finita! Le vostre Terre Sacre sono ad almeno due giorni di cammino da qui. Sappiamo benissimo qual è il tuo obiettivo. I Cristalli contenuti in questi carri!"
"Vedo che non sei uno sprovveduto, ma visto che sai quali sono i miei piani, non posso lasciarti in vita!"
"Oh? Perché? Altrimenti ci avresti risparmiati? Lo sanno tutti che non lasci mai superstiti!"
Senza risposta alcuna, Periya attaccò, invocando una colonna di fuoco proprio sotto allo Sthula che non ebbe il tempo di scansarsi.
"Hahahaha! Brucia nel fuoco purificatore degli elementali!"
"Non così in fretta!" La colonna di fuoco si diradò svanendo, l'enorme ascia di Yarost' uscì dalle fiamme volando in direzione del Pallikal, costringendolo a scansarsi e a terminare l'incantesimo.
"Cosa...?"
"Teletrasporto a corto raggio, nulla che un buon manipolatore dell'etere non possa eseguire." La voce di Alea spiegò al sorpreso Periya.
"È giunto il momento di combattere il fuoco col fuoco." Aggiunse.
La lunga cappa, nera come l'oscurità più profonda, era aperta dalla vita in giù. I pantaloni dello stesso colore terminavano alle caviglie con uno spacco a V, incorniciando gli scuri stivaletti lasciando intravedere la calzamaglia rigata che contrastava con il resto dell'abbigliamento.
Un enorme cappello con la punta piegata all'indietro le copriva il capo, oscurandole quasi completamente il volto. Solo le candide orecchie fuoriuscivano da degli appositi buchi sui fianchi del copricapo.
Senza perdere altro tempo, Alea iniziò a raccogliere l'etere necessario per la magia. Lo stesso fece il Pallikal, preparando il più potente dei suoi incantesimi.
Caratteri luminosi iniziarono ad apparire, bruciando ed incidendo il suolo che toccavano.
"Per gli Undici... non starà mica..." Yarost' ordinò immediatamente agli uomini di tornare ai carri portandosi dietro i feriti e di abbandonare l'area.
Una coltre di fumo denso e scuro come la notte iniziò ad avvolgere Alea, vorticando fino alla punta del suo bastone, per poi dirigersi verso il cielo a formare un'enorme sfera nera.
Periya al tempo stesso fu circondato dalle fiamme, che ben presto presero l'aspetto di un enorme drago di fuoco.
"Questa è la fine per te lucertolone!"
"Nessuno ha mai sconfitto le mie fiamme, e non sarai di certo tu a fermarmi. Non ora che sto per diventare un Dio!"
La conversazione non durò oltre, entrambi gli incantesimi erano ormai pronti ed in rotta di collisione l'uno verso l'altro.
Sebbene si combattesse ormai su un solo fronte, i mercenari si trovavano in forte inferiorità numerica, rendendo difficile anche solo non perdere terreno.
"Sono in troppi! Non riusciamo più a respingerli!" Gridò uno dei combattenti.
Una nuova improvvisa carica dei Pallikal sbaragliò gli ultimi scudi che reggevano la linea.
"Non così in fretta!"
Con un potente colpo d'ascia, Yarost' rispedì indietro gli assalitori.
"Forza! Riorganizzatevi e riformate la linea! Questi li terrò occupati io." Disse ritornando minacciosamente in posa da combattimento.
Alcuni Pallikal indietreggiarono intimoriti dal possente Sthula, ma furono ben presto colpiti da sfere infuocate pioventi dal cielo come piccoli meteoriti.
"Ai codardi non è concesso di vivere!" Tuonò una voce roca ed i rimanenti uomini lucertola si scostarono per fare spazio.
L'enorme Pallikal si fece avanti, la sua imponente figura incuteva timore persino ai suoi simili. Il corpo coperto di vecchie cicatrici e bruciature era la prova delle innumerevoli battaglie combattute per salire al potere nel suo clan, ed ogni ferita era un trofeo.
"Tu che profani le nostre sacre terre. Tu che calpesti il suolo dei nostri avi, come osi ribellarti al giudizio del Fuoco?" Urlò Periya guardando Yarost' dall'alto verso il basso.
"Hah! Falla finita! Le vostre Terre Sacre sono ad almeno due giorni di cammino da qui. Sappiamo benissimo qual è il tuo obiettivo. I Cristalli contenuti in questi carri!"
"Vedo che non sei uno sprovveduto, ma visto che sai quali sono i miei piani, non posso lasciarti in vita!"
"Oh? Perché? Altrimenti ci avresti risparmiati? Lo sanno tutti che non lasci mai superstiti!"
Senza risposta alcuna, Periya attaccò, invocando una colonna di fuoco proprio sotto allo Sthula che non ebbe il tempo di scansarsi.
"Hahahaha! Brucia nel fuoco purificatore degli elementali!"
"Non così in fretta!" La colonna di fuoco si diradò svanendo, l'enorme ascia di Yarost' uscì dalle fiamme volando in direzione del Pallikal, costringendolo a scansarsi e a terminare l'incantesimo.
"Cosa...?"
"Teletrasporto a corto raggio, nulla che un buon manipolatore dell'etere non possa eseguire." La voce di Alea spiegò al sorpreso Periya.
"È giunto il momento di combattere il fuoco col fuoco." Aggiunse.
La lunga cappa, nera come l'oscurità più profonda, era aperta dalla vita in giù. I pantaloni dello stesso colore terminavano alle caviglie con uno spacco a V, incorniciando gli scuri stivaletti lasciando intravedere la calzamaglia rigata che contrastava con il resto dell'abbigliamento.
Un enorme cappello con la punta piegata all'indietro le copriva il capo, oscurandole quasi completamente il volto. Solo le candide orecchie fuoriuscivano da degli appositi buchi sui fianchi del copricapo.
Senza perdere altro tempo, Alea iniziò a raccogliere l'etere necessario per la magia. Lo stesso fece il Pallikal, preparando il più potente dei suoi incantesimi.
Caratteri luminosi iniziarono ad apparire, bruciando ed incidendo il suolo che toccavano.
"Per gli Undici... non starà mica..." Yarost' ordinò immediatamente agli uomini di tornare ai carri portandosi dietro i feriti e di abbandonare l'area.
Una coltre di fumo denso e scuro come la notte iniziò ad avvolgere Alea, vorticando fino alla punta del suo bastone, per poi dirigersi verso il cielo a formare un'enorme sfera nera.
Periya al tempo stesso fu circondato dalle fiamme, che ben presto presero l'aspetto di un enorme drago di fuoco.
"Questa è la fine per te lucertolone!"
"Nessuno ha mai sconfitto le mie fiamme, e non sarai di certo tu a fermarmi. Non ora che sto per diventare un Dio!"
La conversazione non durò oltre, entrambi gli incantesimi erano ormai pronti ed in rotta di collisione l'uno verso l'altro.
sabato 8 novembre 2014
Cronache di Leggende Perdute - XIX
I rumori della battaglia echeggiavano nell'enorme piazzale in cui si era fermata la carovana.
Le fiamme dei falò potenziate dalla presenza degli elementali del fuoco illuminavano abbondantemente l'area altrimenti oscura.
I Pallikal attacavano sui due fronti, arrivati da entrambi i lati del canyon, e il gruppo di mercenari faticava per non perdere terreno.
"Voi con asce e lance, seguitemi! Dobbiamo abbattere quella linea di scudi!"
Yarost' come una furia brandiva la sua enorme ascia bipenne, troppo grande per qualsiasi umano, caricando le linee nemiche e falciando ad uno ad uno tutte le lucertole che tentassero di pararglisi d'innanzi.
Improvvisamente un forte boato scosse il suolo, fumo e fiamme si levarono al cielo, la retroguardia della carovana spazzata via dall'onda d'urto.
Un Pallikal più grande rispetto agli altri aveva scagliato l'incantesimo, un'enorme sfera di fuoco che al contatto con il suolo aveva causato la potente esplosione.
Lo Sthula si girò per osservare la situazione.
"Periya Palli! Dannazione! Abbiamo l'intero clan delle Ceneri addosso!"
Il nome era famoso in tutta Samuha, il capoclan delle Ceneri Ignee, solo morte, distruzione ed uno spesso strato di cenere rimaneva del suo passaggio.
"Presto, correte a rinforzare la retrovia! A questi ci penso io!" Urlò ai pochi uomini con gli scudi rimasti, appena prima di lanciarsi nuovamente all'assalto. Un gruppo di Pallikal distaccatosi dal resto tentò di intercettare i guerrieri, ma furono bloccati sul cammino da una pioggia di frecce dalla scia iridescente.
"Perché non ve la prendete con qualcuno del vostro calibro?" Gridò Alea provocando gli uomini lucertola, con lo sguardo poi intimò ai mercenari di proseguire.
La risposta dei Pallikal non si fece attendere ed immediatamente caricarono la Bekku, che senza troppi complimenti balzò all'indietro, scagliando un'altra pioggia di frecce sui suoi avversari. La carica durò ben poco sotto il feroce attacco potenziato dall'etere.
Yarost' continuava ad attaccare, e con i suoi colpi incessanti gli assalitori caddero uno dopo l'altro, i pochi rimasti decisero di abbandonare la zona e sparpagliandosi raggiunsero l'armata che assaliva la retrovia.
"Bene, se non altro adesso abbiamo solo un fronte di cui preoccuparci." Il grosso Sthula ordinò ai pochi mercenari rimasti con lui di andare ad aiutare gli altri combattenti, prima di cadere in ginocchio. Nello scontro era stato ferito ad un fianco e la ferita si era allargata combattendo.
Una lieve luce azzurra come una nube di vapore lo avvolse improvvisamente, curando parzialmente le sue ferite.
"Potrai ringraziarmi dopo, adesso pensa ad arrivare da un curatore, per ora più di così non posso fare." Disse Alea che nel mentre lo aveva raggiunto.
"E chi l'avrebbe mai detto, l'avventuriera si rivela essere piena di risorse... e più affidabile di questo branco di incapaci." Rispose Yarost' ghignando, ma il suo ghigno fu interrotto da una fitta di dolore.
"Al posto tuo risparmierei le energie, ti serviranno per il prossimo scontro" E volgendo lo sguardo verso Periya continuò "Credo che questa volta dovrò andarci giù pesante." Detto ciò Alea portò la mano al ciondolo che si illuminò, pronto a modificare ancora una volta il suo equipaggiamento.
Le fiamme dei falò potenziate dalla presenza degli elementali del fuoco illuminavano abbondantemente l'area altrimenti oscura.
I Pallikal attacavano sui due fronti, arrivati da entrambi i lati del canyon, e il gruppo di mercenari faticava per non perdere terreno.
"Voi con asce e lance, seguitemi! Dobbiamo abbattere quella linea di scudi!"
Yarost' come una furia brandiva la sua enorme ascia bipenne, troppo grande per qualsiasi umano, caricando le linee nemiche e falciando ad uno ad uno tutte le lucertole che tentassero di pararglisi d'innanzi.
Improvvisamente un forte boato scosse il suolo, fumo e fiamme si levarono al cielo, la retroguardia della carovana spazzata via dall'onda d'urto.
Un Pallikal più grande rispetto agli altri aveva scagliato l'incantesimo, un'enorme sfera di fuoco che al contatto con il suolo aveva causato la potente esplosione.
Lo Sthula si girò per osservare la situazione.
"Periya Palli! Dannazione! Abbiamo l'intero clan delle Ceneri addosso!"
Il nome era famoso in tutta Samuha, il capoclan delle Ceneri Ignee, solo morte, distruzione ed uno spesso strato di cenere rimaneva del suo passaggio.
"Presto, correte a rinforzare la retrovia! A questi ci penso io!" Urlò ai pochi uomini con gli scudi rimasti, appena prima di lanciarsi nuovamente all'assalto. Un gruppo di Pallikal distaccatosi dal resto tentò di intercettare i guerrieri, ma furono bloccati sul cammino da una pioggia di frecce dalla scia iridescente.
"Perché non ve la prendete con qualcuno del vostro calibro?" Gridò Alea provocando gli uomini lucertola, con lo sguardo poi intimò ai mercenari di proseguire.
La risposta dei Pallikal non si fece attendere ed immediatamente caricarono la Bekku, che senza troppi complimenti balzò all'indietro, scagliando un'altra pioggia di frecce sui suoi avversari. La carica durò ben poco sotto il feroce attacco potenziato dall'etere.
Yarost' continuava ad attaccare, e con i suoi colpi incessanti gli assalitori caddero uno dopo l'altro, i pochi rimasti decisero di abbandonare la zona e sparpagliandosi raggiunsero l'armata che assaliva la retrovia.
"Bene, se non altro adesso abbiamo solo un fronte di cui preoccuparci." Il grosso Sthula ordinò ai pochi mercenari rimasti con lui di andare ad aiutare gli altri combattenti, prima di cadere in ginocchio. Nello scontro era stato ferito ad un fianco e la ferita si era allargata combattendo.
Una lieve luce azzurra come una nube di vapore lo avvolse improvvisamente, curando parzialmente le sue ferite.
"Potrai ringraziarmi dopo, adesso pensa ad arrivare da un curatore, per ora più di così non posso fare." Disse Alea che nel mentre lo aveva raggiunto.
"E chi l'avrebbe mai detto, l'avventuriera si rivela essere piena di risorse... e più affidabile di questo branco di incapaci." Rispose Yarost' ghignando, ma il suo ghigno fu interrotto da una fitta di dolore.
"Al posto tuo risparmierei le energie, ti serviranno per il prossimo scontro" E volgendo lo sguardo verso Periya continuò "Credo che questa volta dovrò andarci giù pesante." Detto ciò Alea portò la mano al ciondolo che si illuminò, pronto a modificare ancora una volta il suo equipaggiamento.
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